Progetto - La guerra di Hemingway

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Progetto

Il Progetto

Un evento per essere ancora condiviso nella memoria, deve essere rivissuto. Il ricordo resta finché esiste chi ne ha provato l’emozione, come ad esempio i reduci. Per fare in modo che la memoria collettiva resista bisogna che un esperienza con le relative emozioni, si fissi nel vissuto delle persone. Un esperienza condivisa mette in relazione emozioni ed ideali che diventano proprietà comune.
L’obiettivo non è quindi conservare la storia ma far vivere la memoria. Questo è il motivo per cui si deve conservare, ed è un valore assoluto.
Raccontare la guerra, volendola descrivere nei suoi molteplici aspetti sociali, storici, tecnici, etc. è un impresa enorme. Il tutto può essere narrato con più efficacia se raccontato a pezzi, da chi ne ha una conoscenza tanto parziale / locale quanto profonda, in modo da offrire al visitatore un fotogramma nitido, lasciandogli poi la voglia di ricomporre il film di emozioni che avrà percepito, spostandosi tra località caratterizzate da racconti diversi.
L’idea di base è quindi la costruzione di un’esposizione frazionata nel territorio di uno o più comuni, disposta nei punti in cui gli eventi si svolsero e di cui si vogliono evidenziare le tracce, in modo da portare il visitatore nella storia e non raccogliere la storia in un contenitore. E’ possibile creare dei percorsi semplici dividendo le storie per epoche e argomenti e unendo le posizioni.

Hemingway e la Grande Guerra sono un binomio strutturato e condiviso nel mondo. Fossalta rimane, nella memoria, il campo di battaglia dove fu ferito l’ambulanziere. Lo testimoniano i turisti stranieri che d’estate si fermano nella piazza del paese chiedendo informazioni e tutti quei siti internet, dove sono postate le foto di improbabili case che avrebbero ospitato lo scrittore.
Su Hemingway è stato scritto moltissimo. Le uniche “novità” che possiamo offrire sono quelle percezioni che solo il territorio e la sua storia possono esporre. Abbiamo pensato fosse curioso lasciare che fosse lui, o meglio, che fossero le sue parole, ad accompagnere i visitatori nel campo di battaglia, raccontando la sua Grande Guerra.
Abbiamo raccolto la sua testimonianza, sparsa nelle pagine dei suoi racconti e allineato le diverse posizioni, in base al loro oggettivo valore narrativo, esponendo per ognuna di queste su delle steli, le foto o i documenti relativi, in modo da rendere concreta la memoria di Ernest. Il racconto, registrato in un audioguida, è liberamente scaricabile da un sito, collegato alle diverse steli tramite QR code, dove si possono trovare ulteriori approfondimenti.
Questa offerta rende all’utente la libertà di muoversi secondo le proprie disponibilità di tempo ed economiche, cose oltremodo gradite al pubblico.
Questa modalità di narrazione che non si basa su oggetti come è d'uso normalmente nei musei, se da una parte è la restituzione di una memoria storica, dall’altra lascia ampio spazio ad interrogativi sulla vita e poetica dell’artista.

Nel futuro auspichiamo il potenziamento della narrazione con l'introduzione di sedi espositive di approfondimento e la diversa caratterizzazione tra le stesse. Questi spazi potrebbero essere affidati a privati che condividano il progetto, ( bar, negozi, cantine, etc. ) dando custodia e fruizione ai beni (privati e non) esposti. Questo alleggerirebbe il carico di spesa dell’amministrazione che evitando la costituzione e gestione di una sede museale, si potrebbe godere in tempi relativamente brevi, l’impianto di un modo diverso di promuovere la memoria. L’ente pubblico inoltre avrebbe modo di verificare in un tempo medio lungo, l’effettivo interesse e riuscita dell’operazione, in modo da ricalibrare obiettivamente gli eventuali investimenti futuri.
Come Fossalta, molti altri luoghi del Veneto sono tappe fondamentali dell’esistenza dell’artista. In virtù di altri percorsi già proposti vari territori si legherebbero, unendo zone diverse.

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